Alimentazione, relazione, tumore

L’alimentazione con riferimento alle malattie tumorali
e al centro dell’essere umano

Anche se esiste sicuramente un grande interesse alla domanda di quale alimenti scegliere nel caso di prevenzione e cura delle malattie tumorali, vorrei prima descrivere un nesso essenziale per lo sviluppo del centro nell’uomo, come l’uomo si mette in relazione con la vita e con gli alimenti.

Questo è sicuramente all’inizio un pensiero difficile e perciò vorrei spiegarlo.

La relazione con il cibo come base possibile per lo sviluppo del centro nell‘uomo
Relazione tra alimentazione e essere umano

Corpo:                                        Colonna vertebrale:                        Forze dell’anima:

Testa                                           -cervicale                                              pensare
Cassa toracica                            -toracica                                                sentire
Metabolismo e membra               -lombare                                                volere

Detto in modo semplice si può dire: il nostro corpo è suddiviso in regioni diversi, allo stesso modo della colonna vertebrale. Abbiamo già sentito che la colonna vertebrale toracica ha a che fare con il centro nell’uomo. Questo nesso non esiste solo sul piano fisico, ma quasi di più sul piano dell’anima, della consapevolezza. Lo sviluppo di questo centro ha un notevole significato per la salute e lo sviluppo generale dell’essere umano. Possiamo per esempio dire, quando il centro dell’uomo è sviluppato bene, l’individuo ha una base migliore per sperimentare la propria personalità e per una sana relazione verso sia il proprio interiore sia il mondo esteriore. Questo significa che percepisce in modo migliore gli impulsi profondi e autentici dall’interiore che anche le persone nell’ambiente sociale. Il centro sano è importante per una posizione stabile che l’individuo può assumere nella vita professionale che relazionale e anche per i ritmi sani nella respirazione e nel circolo cardiaco.

Questo centro nell’individualità risulta da un processo di sviluppo sul livello dell’anima, o in altre parole, sul livello della consapevolezza. Pertanto non possiamo instaurare il nostro centro direttamente tramite certi alimenti. Non possiamo dire: “se mangi abbastanza di questo cibo, svilupperai un centro nella tua personalità”. È necessario un altro procedimento e questo è lo sviluppo di una relazione migliore con l’alimentazione.

Per disegnare all’inizio un’immagine di che cosa significa una “relazione con gli alimenti” vorrei ricorrere ad alcuni osservazioni. Come può essere la relazione di differente persone con il loro cibo?

Non lo so, se il comportamento in riguardo all’alimentazione è lo stesso in Italia che in Germania, ma anche se ci sono alcune differenze, presumo che ci sono anche tendenze simili un ambedue i paesi. Tante persone nella loro alimentazione sono guidate dall’assillo del tempo e dalla disponibilità e comodità dei cibi preconfezionati: Come riesco a mettere una pietanza sulla tavola, nonostante l’assillo del tempo che sento? Come riesco a saziare la mia famiglia o me stesso in tempo breve? Quali alimenti sono utili per questo? Come posso preparare un pasto con un dispendio possibilmente basso, impiegando meno tempo possibile?ERNÄHRUNG ITALIENISCH.indb

Se disegnerebbero un’immagine di una persona con un alimento, forse la domanda primaria sarebbe nel primo momento: come posso impiegare poco sforzo nella preparazione per ottenere un massimo di sazietà, godimento, e soddisfazione? Senza moralizzarsi bisogna dire che purtroppo è quasi la condizione normale che tale principio consumatore prevale sul principio creativo.

 

La percezione come base per lo sviluppo di sentimenti e relazione

Un’altra domanda importante che possiamo porre in base all’immagine di sopra è: se noi siamo catturati in queste strutture di pensiero, quanto percepiamo alla fine dei nostri alimenti? Riusciamo nell’assillo di tempo e la pressione sopramenzionata ad avere uno sguardo veramente percettivo ai nostri cibi?

Vorrei spiegare questo in base ad un esempio. Ho scelto a tal scopo il rosmarino che presumibilmente è noto a tutti:

Quando parliamo di rosmarino forse una persona dice: „a me piace il rosmarino“. Un’altra dice: “a me non piace il rosmarino”. Una terza dice: “ conosco il rosmarino da anni, lo prendo sempre per una tale pietanza”. Oppure: “rosmarino è bene contro questa o questa malattia, perciò lo mangio”. Oppure anche: “non va bene in caso di tale condizione e perciò non lo mangio”.

Anche in tutti questi casi può essere che non guardiamo veramente al rosmarino e non lo percepiamo con calma. Ma se non osserviamo un alimento o, se pensiamo che lo conosciamo già a sufficienza, non riusciamo a stabilire una relazione concreta. Per una relazione concreta serve lo sguardo preciso, addirittura lo studio e l’immedesimazione. Vorrei delineare qui l’osservazione di una pianta.

Esempio di un’osservazione di una pianta

(cliccare sulle immagini, sono molto belle)

Scegliamo un alimento e prendiamo un po’ di tempo per esplorarlo e osservarlo in modo preciso. Allo scopo di questo, ci poniamo alcune domande, per esempio: Come cresce la pianta? Quale forma assume? Come sono le radici, i fogli e i fiori? Quale profumo e quale gusto ha? Dove cresce? Quali qualità del terreno e quale clima preferisce? Possiamo anche chiederci: da quale paese proviene l’alimento? Chi è stato in contatto con esso, quali sentieri di trasporto ha preso e quali processi di elaborazione ha subito?

(Pausa per raccogliere le impressioni)

Con uno sguardo preciso ci si accorge spesso che si scopre tanti dettagli nuovi (forme, colori ecc.) e può risultare un vero stupore sulle meravigliose forme nella natura. In questa fase dell’esercizio è importante di non giudicare e interpretare troppo presto, per procurarsi un impressione oggettiva dell’alimento.

Dopo questa prima fase di osservazione possiamo rivolgere lo sguardo via dall’oggetto, possiamo anche chiudere gli occhi. Possiamo ricostruire l’impressione della pianta che ci abbiamo fatto con i nostri sensi e le domande. Questa seconda fase può essere praticata subito dopo la prima fase, ma anche la sera. Quando abbiamo ricostruito l’immagine del rosmarino nella nostra memoria, possiamo aggiungere domande (per esempio: com’è la relazione tra radice, fogliame e fiori? Quali forme sono tipiche di questa pianta? Quale relazione con luce e calore ha la pianta?)

(Pausa per la rievocazione)

Anche se non troviamo subito grande risposte, otteniamo molto probabilmente nuove impressioni e interesse. Forse cominciamo di studiare più a fondo la pianta nei giorni successivi, per esempio siamo interessati alle domande: quali sono gli effetti terapeutici della pianta? Come cambia un pasto se aggiungo del rosmarino? Com’è il gusto? Ha un effetto tendenzialmente astringente o allargante nel gusto?

Con lo studio con il tempo possiamo realizzare conoscenze profonde in riguardo ai singoli alimenti. Risulta gioia alle forme, ai colori, gusti e effetti dei cibi. O sperimentiamo un certo rispetto e stupore sulla molteplicità e bellezza della natura che si palesa con ogni pianta alimentare. Percepiamo e usiamo gli alimenti in modo più cosciente e sicuramente non li buttiamo via sbadatamente. Forse acquisiamo interesse per studiare il significato spirituale degli alimenti e le forze vitali (forze eteriche) nel cibo. Non è un sapere intellettuale o puramente materiale orientato al valore utilitaristico, ma è una conoscenza sensibile e olistica nel senso concreto.

Questa struttura di esercizio con osservazione concreta e rievocazione nella memoria ha sempre valore. Che cosa succede? (vedi disegno) Se i nostri sensi si rivolgono al mondo esterno con interesse naturale e pensieri ordinati, possiamo vedere l’oggetto (qualsiasi sia, pianta, essere umano o altro) in modo più il vedere riceviamo nuovi impressioni che con la rievocazione nella cosciente e preciso. Con memoria e con pensieri adatti conducono a sensazioni e sentimenti autentici, cioè veri. Sentimenti stabiliscono la nostra vita interiore e nell’esperienza interiore a una relazione cosciente. Questo è il centro nell’essere umano, la relazione autentica nel presente che suscita sentimenti profondi, e questo centro viene rinvigorito di nuovo dalla relazione.

Questo esercizio o soltanto un’osservazione precisa si può praticare in modo del tutto naturale nel giardino, durante la preparazione del cibo, o durante una camminata. Con il tempo matura una visuale matura, rispetto e gratitudine per la bellezza della natura.

Alcuni indicazioni generali per l’alimentazione nelle patologie tumorali

Naturalmente anche la scelta attenta e la composizione degli alimenti hanno un significato importante per la prevenzione e la terapia. Tanto si può migliorare nello stato della salute se una persona mangia meno fast food e alimenti elaborati e anziché sceglie un’alimentazione con cibo attentamente preparato, equilibrato e integrale con prodotti di alta qualità.

Qualità del cereale
Nel consumo dei cereali Italia e Germania hanno certe differenze. Noi proponiamo i prodotti integrali che hanno sicuramente un valore nutritivo elevato. Se ci sono problemi nella digestione si deve preparare bene i cereali, in caso ricorrere a prodotti più facilmente digeribili, e anche a riso, miglio, grano saraceno.

Alta qualità e quantità adeguata delle proteine
Qualità elevata delle proteine, varietà die cibi, buona qualità dei prodotti lattici e nella misura del possibile e del interesse meno carne. Buone proteine rafforzano il corpo ma una quantità esagerata può favorire l’indolenza, rendere insensibile la consapevolezza e causare scorie nei tessuti. Per un certo periodo (alcune settimane), non come misura permanente si può praticare la dieta rotatoria. In questa dieta di tratta di quattro tipi di proteina: leguminose, latticello, uovo, quark. Ogni giorno si mangia solo un tipo di proteina e si può anche mangiare più pasti al giorno di un tipo di proteina, ma non le altre proteine. Questo tipo di alimentazione può liberare e sensibilizzare le forze creative che nella dieta comune spesso sono catturati in un tipo di involucro delle abitudini.

Qualità dei grassi: oli e noci di alta qualità
Parte elevata grassi insaturi vegetali. Effetto gravoso dei grassi di valore scadente e animali. Non surriscaldare gli oli nella padella al di sopra di 100°C a causa della formazione di sostanze cancerogene (acrilamide).

Verdura di pregio
Tante verdure hanno caratteristiche pregiate. Con riferimento alla malattia tumorale sono degno di menzione le verdure di foglia e le verdure delle radici.
In Italia ci sono meravigliose verdure di foglia. (insalate, spinaci, bietola, cima rapa, dente di leone, cicoria ecc.) spezie verdi (timo, salvia, maggiorana, origano, rosmarino, basilico)
Verdura di radice e verdura danno strutturazione (carota, sedano rapa, barbabietole, zenzero, curcuma)

Frutta
Paticolarmente benefico nel caso di neoplasie: bacche rosse a causa della sostanza antociane.
Ideale: buona maturità

Prodotti di fermentazione lattica
Prodotti lattici a fermentazione lattica: yogurt, quark e particolarmente il latticello, perché ha una proteina molto buona che non forma scorie.
Verdura a fermentazione lattica, succhi a fermentazione lattica

Generalmente sfavorevole nel caso di cancro:
Oli surriscaldate e grassi-trans
Muffa
Cibi bruciate

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