La luce nella pianta e il processo silicico

Associazione per l’Agricoltura Biodinamica
Convegno sui Cereali a Bologna – 27 aprile 2013
Intervento di Heinz Grill
Revisione dell’italiano: Elena Marchesi

La luce nelle piante e il processo dell’acido silicico

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Cristallo di rocca

Ogni persona conosce la sostanza della silice, la silice in forma pura e allo stesso momento in forma archetipica si trova nel cristallo di quarzo, questo che ho portato, è un cristallo di rocca. La silice ha un valore per la nostra salute, sia per l’anima sia per lo spirito. Ma qual è il valore del processo della silice? Nel corso degli anni ho letto diversi libri di Rudolf Steiner, così come di altri autori, e non ho mai capito qual è l’importanza della silice. Parliamo della sua sostanza e non sappiamo come funzioni tale sostanza. Per questo ho iniziato una ricerca, per capire cosa intendesse Steiner, e qual è l’importanza del processo della silice per la nostra salute.

Vorrei concretizzare le parole. Questo cristallo della rocca è quarzo puro, perché è privo di acqua, mentre nel nostro corpo c’è acido silicico, collegato con l’acqua. Poi abbiamo il silicio nella montagna, come il granito.

Il granito duro – nella Bregaglia, in Svizzera

Il granito duro – nella Bregaglia, in Svizzera

Il 90% della terra è composto da silicio in forma di granito, sabbia e in altri composti chimici, mentre nel corpo umano ne abbiamo molto poco, circa 1 grammo, più o meno a seconda della conformazione fisica. I bambini ne hanno un po’ di più, poi negli anni lo perdiamo. Che cosa fa questa sostanza per la nostra salute? Conosciamo il magnesio, il calcare, il potassio, ma non conosciamo la silice. È interessante paragonarla al calcare. Troviamo il calcare nelle Dolomiti, anche nella valle del Sarca. Il calcare è molto diverso dal granito. Il granito ha la caratteristica di essere molto duro, tant’è che in Germania diciamo ‘duro come il granito’, per una persona che ha grande resistenza, non diciamo ‘duro come il calcare’. Si potrebbe immaginarsi di utilizzare un sasso di calcare come cuscino, oppure possiamo accarezzare la pelle con questo sasso. Facendo questo si ha l’impressione di grande morbidezza, quasi tenerezza, mentre il granito prende le distanze dal corpo, è come se dicesse ‘io sono un sasso che non vuole essere troppo toccato’. Questa è la differenza che ci aiuta a percepire le diverse sostanze. Anche come alpinista avverto una grande differenza: quando tocco il calcare (tipico delle Pale di San Martino), avverto che è più accogliente, mentre il granito non vuole essere troppo amico dell’uomo.

Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino, Trento

Che cosa fa la sostanza della silice? La luce è un’entità cosmica: tocca la pianta, il mondo, aprendo tutto ciò che tocca a uno spazio. La luce tocca la pianta, senza però quasi investirla, perché rimane entità cosmica. La luce è una sostanza che non possiamo dire che provenga dalla terra. Il cristallo è penetrato dalla luce, ma la luce non viene dal cristallo.

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La luce della mattina in Egitto

È interessante osservare la luce del mattino in Egitto. Questo ha un collegamento anche con i cereali di cui abbiamo parlato. Gli Egiziani hanno una lunga tradizione culturale di coltivazione di cereali come il kamut e altri. La luce in Egitto crea qualcosa che non sta né troppo in alto, né troppo in basso rispetto alla terra. Tutte le piante vivono in un’armonia con la luce, che rappresenta il sole. Il sole crea in Egitto un’armonia di luce che non è troppo alta e neppure troppo bassa, si può dire che qui di tutti i pianeti è presente prevalentemente il sole. E questa è la luce ideale per la coltura dei cereali. Tutti conoscono l’esperienza di un campo di cereali, che contiene il riverbero della luce del sole, che irraggia una luce come oro. In Egitto si vede molto bene questo effetto di luce come dorata. È interessante osservare la luce al mattino, momento in cui essa crea dei piccoli cristalli sulla pianta, mentre alla sera non vi è la presenza di questi cristalli, la luce serale è come un velo leggero, che crea una sorta di unità con il tutto, mentre alla mattina vi è sempre una luce cristallina.

SteinerQueste considerazioni sono importanti per comprendere la forza della silice, come l’ha intesa Rudolf Steiner. La silice è molto importante per la nostra salute e per il metabolismo. Come produciamo la silice nel nostro corpo? Ne abbiamo molto poca, mentre di calcare ne abbiamo circa un chilogrammo. Che cosa fa questa silice e qual è il processo del cristallo? Nell’intervento di Olga Kokornaczik abbiamo già sentito qualcosa sulla cristallizzazione sensibile. Qui i piccoli cristalli reagiscono nel processo di cristallizzazione con il rame e creano un’immagine delle forze vitali, eteriche. Cosa fanno questi cristalli nella nostra salute e nella pianta? I cristalli sono portatori ed espressione di luce. Nel momento in cui la luce tocca la pianta si accendono, si attivano processi eterici. È un po’ difficile comprendere il processo della fotosintesi: in esso la luce viene da fuori e fa attivare processi che hanno luogo nella pianta, con l’acqua, i liquidi e i minerali che si alzano. La luce come entità cosmica rimane sempre come qualcosa che non appartiene alla terra, vuole rimanere sostanza cosmica, mentre tutto nella pianta si alza con il sole.

È difficile accettare il concetto che la luce nutre la pianta come sostanza materialistica, perché infatti non lo fa, la luce accende invece tutti i processi, ma non è giusto dire che nutre totalmente la pianta. Questo concetto diventa interessante se osserviamo non solo la pianta, ma anche l’uomo. Cosa succede in noi con il processo della luce, nei sensi? Come agisce il processo silicico in noi? Questo agisce principalmente negli occhi, mentre il processo del calcare vive più nelle orecchie. Gli occhi hanno la funzione di vedere gli oggetti, i colori, le altre persone intorno a noi. Sono completamente permeabili alla luce.

I cereali si aprono verso la luce18.52 Le ariste sono come antenne per la luce La tenerezza è un’espressione del processo silicico.

I cereali si aprono verso la luce
Le ariste sono come antenne per la luce
La tenerezza è un’espressione del processo silicico.

Ma avviene anche qualcosa in noi: nel momento in cui vediamo qualcosa al di fuori, non possiamo impedire di prendere o plasmare qualcosa. In ogni momento in cui apriamo i nostri sensi, plasmiamo qualcosa di ciò che ci sta intorno. È impossibile essere totalmente inattivi con gli occhi; gli occhi plasmano un po’ tutto il mondo esterno, mentre le orecchie non fanno questo. È interessante capire cosa fa il processo silicico per la nostra salute; sottolineo il processo, non la sostanza. Il processo siliceo rende il corpo non troppo duro e non troppo morbido. Esso può anche guarire ferite in superficie, perché agisce molto alla periferia. Anche gli occhi sono attivi verso l’esterno, non verso la nostra interiorità. Tutti i processi della silice agiscono in periferia, che è molto importante per la nostra salute, perché è lì che ci tocchiamo, che riceviamo la luce da fuori, il toccare è sempre un punto alla periferia. L’interiorità non è così importante per il processo silicico. Anche la distribuzione del silicio è alla periferia, non internamente. Se un corpo accumula troppo silicio internamente, si può creare una malattia che conosciamo bene, il cancro. Il cancro ha il silicio al suo interno, esso è ricco di silicio dentro, che è un posto totalmente sbagliato. Mentre è alla periferia che abbiamo bisogno della silice.

È interessante mostrare due processi nell’uomo. Con gli occhi possiamo percepire il mondo esterno con differenti modalità. Un uomo può consumare una donna con gli occhi, anche con il cibo avviene la stessa cosa, possiamo consumarlo con i sensi. Tuttavia esiste un altro processo, quello dell’attenzione. In esso, non ci impossessiamo subito di un oggetto con la volontà, ma creiamo una distanza da esso, e in questo modo diamo spazio all’attenzione, e all’osservazione di questo oggetto. Che cosa succede in questo momento?

È interessante studiare i due processi che avvengono con la luce. La pianta è inattiva, può aprirsi solo con la luce, ma noi possiamo lavorare con la luce, con i sentimenti e con tutta la nostra anima. Possiamo sentire che in tutti i processi troppo legati al consumo, la luce diventa più o meno scura, mentre con l’osservazione, lasciando l’oggetto per un momento libero, creando un pensiero sull’oggetto, la luce diventa più cristallina. Quando una persona ha una disciplina e si allena a vedere i diversi tipi di luce, lo si vede bene nella sua aura, così come si possono notare processi più cristallini, oppure processi che possono rendere la luce un po’ nebbiosa, non così chiara come quando è cristallina, o addirittura scura. Se siamo in grado di osservare un oggetto con un pensiero, prendendo da esso una distanza, evitando di afferrarlo subito con i sensi, succede che la forza plasmatrice si accende, si eleva, si alza. Se consumiamo troppo, quando vogliamo fare subito qualcosa con la volontà, possiamo distruggere questo processo sensibile di forza plasmatrice.

Quando una persona osserva qualcosa, un oggetto, con concentrazione, per un po’ di tempo, si vedono come piccoli cristalli aumentare sulla sua pelle. Questo processo è molto importante per la nostra salute. Per il corpo fisico il processo silicico rende il corpo non troppo morbido e non troppo duro. Cosa accade invece nell’anima? L’anima vuole fluire, vuole essere in un rapporto, e per questo rapporto è importante che abbiamo un certo equilibrio tra i pensieri, i sentimenti e la volontà. Il processo silicico è importantissimo per l’anima perché se il processo è abbastanza reale ed equilibrato, tutta l’anima può aprirsi verso l’esterno con gioia, con un bel contatto, senza perdersi. Anche per lo spirito il processo silicico è molto importante. Per lo spirito abbiamo le idee, il pensare, e questo pensare non deve essere troppo, come si dice in filosofia, luciferico o troppo ahrimanico, cioè non troppo legato al mondo (ahrimanico) e neppure troppo legato ai mondi superiori (luciferico), questo pensare deve essere al posto giusto.

Questo processo silicico può creare un centro in noi, se il processo avviene con un equilibrio, in noi troviamo un centro stabile, e anche per quando riguarda la comunicazione verso l’esterno, rimaniamo abbastanza liberi. Si può dire che il processo silicico è importantissimo per la libertà dell’uomo, perché noi abbiamo differenti modi per comunicare: possiamo comunicare solo per noi stessi, non vedendo veramente l’interlocutore, oppure possiamo parlare in modo che con la parola, con gli occhi, con tutti i sensi, con la nostra attività plasmiamo un po’ tutta l’atmosfera. È possibile. È nella comunicazione che non siamo solo dipendenti dal nostro essere. Non dobbiamo concepirla come un processo di consumo, non dobbiamo prendere solo le forze dagli altri. Possiamo plasmare, creare qualcosa. Nella scuola spirituale si può dire che possiamo creare delle forze eteriche. Con la comunicazione possiamo creare qualcosa. Per questa attività è importantissimo che abbiamo un bell’equilibrio con la silice. Se il processo è disturbato, è possibile che troppo vada dentro, e manchi qualcosa alla periferia.

Il processo non è tanto dipendente dalla sostanza, dipende più dall’equilibrio interiore. Non serve assumere grandi quantità di silice, questo non aiuta. Quello che aiuta è l’equilibrio. Se noi mangiamo tanti cereali in un bell’equilibrio, assumiamo grandi quantità di silice (70-80%) e tanta sostanza. Questo in particolare nei cereali antichi. Oggi i cereali sono spesso degenerati. Queste spighe (grano duro qualità senatore cappelli), sono così belle, sono quasi come antenne, vogliono prendere la luce, vogliono comunicare con la luce. Possiamo osservare questo fenomeno come prototipo. Anche nel frumento avviene la stessa cosa. I cereali possono sostenere il processo della silice, in cui abbiamo un’attività all’esterno e anche un centro interno.

Cereali – un’atmosfera particolare e luminosa La tenerezza è un espressione del processo silicico

Cereali – un’atmosfera particolare e luminosa
La tenerezza è un espressione del processo silicico

Questo avviene principalmente grazie all’assunzione di cereali. In Germania spesso ricorre nelle discussioni che i cereali arrecano troppo acido nell’organismo. La sostanza della silice è anche un acido, mentre il calcare può equilibrare. La mia esperienza personale mi suggerisce che ciò che è importante per la salute è trovare l’equilibrio. Per accompagnare il cereale abbiamo bisogno di prodotti del latte, erbe, verdura, in un giusto equilibrio. Il calcare dà una forza per la stabilità del corpo fisico, anche per la nostra volontà. Mentre nel processo silicico, la silice non va a lavorare per aumentare la volontà. Il granito rimane un po’ a distanza. Anche nutrirsi solo di cereali non va bene. Dobbiamo mangiare i cereali ben cotti e preparati con un senso interiore, artistico. Ciò che manca nel nostro tempo è il senso dell’anima, della spiritualità. Siamo troppo legati alle cose del mondo e non abbiamo la forza del pensiero e della concentrazione, per creare pensieri abbastanza profondi. I cereali sono un nutrimento più per l’anima e per lo spirito, mentre si può dire in un certo senso che i prodotti del latte sono più per il corpo. Messi insieme questi prodotti creano un bell’equilibrio.

I prodotti biodinamici sono molto validi perché sono ricchi di minerali, che sono sempre molto importanti per il corpo. I minerali sono sempre una sfida per il corpo, se assumiamo molta silice, ne espelliamo anche tanta, e questo processo è molto importante per la nostra salute; se però questo processo non funziona può accadere che tutta la nostra volontà e la nostra anima trattenga troppo quarzo internamente e non lo portiamo verso la periferia, nei capelli, nella pelle; è un processo cristallino che se non funziona ci ammaliamo. Il processo siliceo è importantissimo per la salute, e un processo corrisponde sempre a tutte le nostre attività.

La pianta si edifica dalla luce – o detto meglio – la pianta sperimenta la luce e vince uno spazio libero per modellarsi con gli eteri, che risiedono in lei.

La pianta si edifica dalla luce – o detto meglio – la pianta sperimenta la luce e vince uno spazio libero per modellarsi con gli eteri, che risiedono in lei.

È importante sottolineare che ogni persona ha il suo equilibrio. Una persona non può mangiare solo cereali, deve mangiare altri prodotti, altre persone devono mangiare più cereali per la loro salute. La salute dipende da diversi processi, perché mangiare solo cereali, solo tanto acido silicico, sarebbe troppo poco se non aspiriamo a uno sviluppo spirituale. Se invece aspiriamo a uno sviluppo spirituale, abbiamo bisogno dei cereali, il cibo più importante per la salute. Possiamo vedere che in un campo di cereali c’è sempre un’atmosfera calda, buona, l’atmosfera del sole. È peccato che oggi vediamo solo il mais, mentre è raro vedere campi di grano. Da noi in Trentino se ne vedono pochi, forse nei dintorni di Bologna se ne vedono di più. Questo cereale manca non solo nello stomaco, nel corpo dell’uomo, ma anche nell’ambiente. L’ambiente ha bisogno del cereale, è bello vedere distese di spighe di grano.

La pianta si edifica dalla luce – o detto meglio –
la pianta sperimenta la luce e vince uno spazio libero

per modellarsi con gli eteri, che risiedono in lei.
Quale significato possiede la luce effettivamente?

 È un’entità cosmica. Questa non si può accumulare
in modo materialistico come si pensa di solito,
e come spiega la fotosintesi.

Vorrei concludere con un altro concetto. La luce tocca la pianta, anche noi con i sensi tocchiamo l’altro, plasmiamo l’altro. È interessante fare una piccola differenziazione. Il metabolismo della luce in noi, come dice anche Steiner (ma è un argomento troppo ampio che non intendo affrontare), funziona non solo per la sostanza, possiamo per esempio immergerci nella luce del sole, e accumulare luce, ma non aiuta tanto, perché la luce dal cosmo non è accumulabile come i minerali o altre sostanze. È invece un processo, che trova corrispondenza con la nostra anima, con il nostro pensare, e con i nostri sentimenti.

Mentre la luce tocca la pianta alla periferia,
Circoscrive la pianta e sperimenta le forze eteriche,
che risiedono nell’edificazione di sostanze minerali
e liquidi.

Il processo silicico agisce sulla periferia della pianta
e crea piccoli sottili cristalli, che aprono l’atmosfera.

La luce – col suo rapporto con il mondo vegetale –
non nutre direttamente i liquidi e i minerali,
invece apre l’atmosfera edificante, la sfera libera
e superiore dello spazio, che fa prosperare
le forze eteriche.

La qualità della luce sulla sostanza è importante, perché se la qualità di luce sulla pianta è abbastanza equilibrata, se non è né troppa né poca, e anche se non è troppo velata, ma fluisce in modo chiaro, questa luce può accendere una buona qualità del processo della silice. Anche in noi vive questo processo della forza creatrice del sole. Noi possiamo accendere una qualità nella comunicazione gli uni con gli altri. Possiamo creare forze eteriche nel mondo. Abbiamo sentito da Bernhard Feichter nel suo lavoro di tanti anni, come chi lavora nella scienza, con oggetti precisi, con diverse sostanze, possa accendere questa luce, questa qualità. Anche nel nostro lavoro, con poca disciplina, con la consapevolezza, possiamo distinguere il processo del consumo da quello dell’attenzione e del rispetto. Nel momento in cui riusciamo a praticare questa distinzione, possiamo creare sostanza, e se l’humus nella terra è troppo poco non dipende solo dalla sostanza che troviamo, dipende anche dall’umanità.

Ogni persona è parte dell’umanità e ognuno può, per così dire, creare un po’ di materia. È la mia esperienza – e questo è un concetto un po’ azzardato – che ogni persona può materializzare un miracolo se mette a punto la sua forza creatrice, con il processo silicico, con i cristalli, con il processo della forza plasmatrice. Io penso che questo sia possibile, ed è il grande valore del nostro essere: possiamo creare forze eteriche, non siamo solo dipendenti dalla sostanza, dipendiamo più dalla nostra forza di volontà, dalla nostra capacità di accogliere, aprire, ricevere, creare, mediante l’attenzione, possiamo allenarci, e creare differenti forze per il nostro lavoro come agricoltori, ma anche per la nostra crescita come esseri umani. Con questo vorrei concludere, spero che il mio italiano sia stato abbastanza comprensibile, il mio italiano è come una ‘via dolorosa’!

Domande e risposte

Domanda:

Volevo fare una domanda per Heinz a proposito del processo silicico. Forse c’è un modo per poterlo aumentare sia nell’uomo che nella natura. Hai menzionato il processo sensoriale, il pensare e il sentire, l’importanza che siano equilibrati. Forse potresti dire qualcosa a proposito di come l’uomo può sviluppare questo processo silicico.

Heinz

È possibile e non è troppo complicato aumentare il processo plasmante, solo con il nostro sguardo. Il nostro sguardo può aumentare le forze eteriche, le forze plasmatrici nella pianta. Non dobbiamo guardare la pianta con la nostra brama, con la nostra volontà (in modo bramoso, guidato da una volontà eccessiva), dobbiamo avvicinarci a essa con un pensiero, con un’idea. E con questa idea siamo collegati con un pensiero e questo pensiero può aumentare le forze nella pianta. Penso che un panificatore lo sappia bene, che l’influenza dell’uomo sul pane è molto importante. Se l’uomo non è in una buona condizione, il pane non ‘vuole’ crescere. Io ho avuto molte esperienze in questo senso in gioventù, una determinata cosa non ‘vuole’ aver luogo se c’è qualcosa in disordine, il pane ad esempio non ha una buona riuscita.

È un concetto importantissimo e che non dobbiamo dimenticare, noi siamo abili di creare qualcosa nel nostro ambiente o sugli oggetti dell’ambiente che osserviamo, e in questo il processo silicico aumenta il toccare giusto della luce sulla pianta. Ci sono due processi, quello del consumo, che dipende dalla volontà, e il processo plasmante, che dipende dal pensiero, dall’idea che si può creare qualcosa dalla luce o tramite la luce. Siamo in grado di guidare con una certa disciplina, la crescita e la qualità di crescita, siamo in grado di farlo; occorre un po’ di disciplina e di attenzione, ma in noi vive questa forza.

Intervento di Carlo Triarico (presidente dell’Associazione Biodinamica Italiana):

Tu hai parlato di termini che non tutti sono abituati a sentire, o non tutti li conoscono: forze eteriche e forze plasmatrici. Ne hai parlato in modo tutt’altro che semplicistico, hai parlato di forze vitali, di vitalismo, come spesso si sente dire anche nella biodinamica; forse è il caso di spendere due parole per capire meglio.

Heinz

Ci sono molti termini, e sono molto difficili. In antroposofia si parla di corpo astrale, di corpo eterico, di corpo fisico, e molti prendono queste parole come se fossero termini come ‘albero’, ‘macchina’, ecc.

Cosa sono le forze eteriche? Sono forze che vivono, per esempio, nella pianta, non vivono nei minerali, nei sassi. Vivono nella pianta, anche in noi, e negli animali. Non dobbiamo distinguere queste forze con un approccio ‘fisico’, come se fossero onde radio. Le forze vitali sono molto interessanti perché per la crescita abbiamo sempre una forza che rende abile la pianta a innalzarsi verso il cielo, contro la gravità. Possiamo osservare che ogni mese, ogni settimana nella pianta cresce qualcosa. Rudolf Steiner parla di forze eteriche, che vivono nella pianta e nel cosmo. Questo concetto di cui ho parlato è molto difficile. Esiste una forza di vita che si chiama forza eterica. Qesta forza eterica si divide a sua volta in quattro forze. Queste sono l’etere di fuoco, l’etere della luce, dell’acqua (etere chimico) e della terra (etere vitale). Due eteri agiscono nella pianta con i minerali, con i processi fisici (etere della terra) e con i liquidi della pianta, e con i processi chimici (etere dell’acqua). Due di questi eteri arrivano e lavorano da fuori: l’etere della luce e quello del calore e la pianta, alla sua periferia con le antenne delle ariste accoglie queste forze.

Non dobbiamo pensare che le forze eteriche dal cosmo arrivino solo per fornire il nutrimento alla pianta. Esse aprono lo spazio per altre forze, come l’acqua e le altre forze che vivono nel seme e nel germe. Queste forze si alzano e avviene un incontro tra il cosmo e le sue forze eteriche (etere del fuoco e della luce) e le forze eteriche dell’acqua, dei minerali, che provengono invece dalla terra. Queste forze si incontrano in un certo punto, suscitando questa luce cristallina, questo cristallo, nel punto di incontro tra forze eteriche della terra e forze eteriche del cosmo, ed è così che la pianta si nutre.

Le forze eteriche vivono meglio se non sono limitate, aggravate da influenze sfavorevoli. Anche negli esseri umani le forze eteriche possono fluire meglio se troviamo uno spazio libero per la respirazione. Se lo spazio è troppo stretto, per esempio se c’è un’opposizione da parte del pubblico nei confronti di un oratore, se vi sono tante resistenze, questo relatore non può dire neanche una parola, perché le forze eteriche sono bloccate se qualcosa pesa sull’uomo. Se la luce è di cattiva qualità, come è accaduto negli ultimi mesi, in cui c’è stata sempre pioggia, la luce risulta essere troppo pesante, le piante non si possono alzare, la luce deve avere una certa qualità per far sì che le piante si alzino. Si può percepire questa qualità delle forze che vivono nelle piante, e si può vedere questo incontro tra le forze superiori e quelle inferiori che vivono nella pianta; queste si chiamano forze eteriche, come forze vitali, che vogliono creare qualcosa, sempre con il metodo dell’incontro tra pianta e cosmo, e inoltre tra uomo e gli oggetti o i suoi consimili.

Intervento del Sig. Heyden (ricercatore e coltivatore di vecchie e nuove varietà di grano adatte per la agricoltura biologica) in tedesco

Franco Pedrini (consigliere dell’Associazione Biodinamica Italiana):

L’intervento del Sig. Heyden fa riferimento a un’associazione francese di agricoltori che curano la biodiversità, e c’è anche un’associazione di contadini panificatori in Francia. Lì sono molto attivi nel campo della biodiversità al 100%. In Italia come movimento per l’agricoltura biodinamica non siamo ancora presenti, spero che ci sia desiderio di essere collegati. La Rete Semi Rurali è già operativa sul territorio, c’è un evento internazionale che si svolgerà dal 12 al 14 giugno dal titolo “Incontro Europeo di scambio e conoscenze pratiche sulla coltivazione e trasformazione di cereali”, con la partecipazione di agricoltori, artigiani e panificatori, pastai e ricercatori europei e mediterranei. Se questo evento ha successo come quello di due anni fa che è stato fatto in Francia, con 40 stati rappresentati da tutto il mondo. È stato interessante vedere come in ogni nazione ci sia una tradizione di trasformazione di cereali particolare. Si è visto come fanno il pane in Iran, in Palestina, in Belgio, in Germania, è stato molto interessante come scambio di esperienze sia dal punto di vista agricolo che della trasformazione. Questo convegno che si tiene dal 12 al 14 giugno avrà luogo proprio in Toscana, tra l’altro vicino alla mia azienda, se qualcuno è interessato vada sul sito Semi Rurali. È un inizio.

Heinz

Anche in Italia esistono associazioni che possono collaborare tra loro. Credo che sia importante il processo sociale che è stato menzionato dal Sig. Heyden, che concerne anche il problema dell’economia, un problema che abbiamo tutti. Il processo sociale di collaborazione tra panificatori, agrocoltori e consumatori è molto importante per il futuro, perché dobbiamo trovare una via per collaborare insieme, e questo può cominciare dal campo dell’agricoltura, che può costituire la base per l’economia. Questo concetto del processo sociale mi sembra che possa essere una domanda iniziale, o un’apertura per ulteriori domande.

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